Un Patto mondiale per la migrazione è vicino.

“Può essere una risorsa per trovare il giusto equilibrio tra i diritti delle persone e la sovranità degli Stati”. Miroslav Lajčák, presidente della 72a sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

I paesi membri delle Nazioni Unite hanno terminato la redazione della bozza del «Patto mondiale per una migrazione sicura, ordinata e regolare». La Svizzera e il Messico hanno condotto il processo di negoziazione ora concluso.

Su incarico del presidente dell’Assemblea generale dell’ONU, negli ultimi diciotto mesi, l’ambasciatore della Svizzera presso le Nazioni Unite a New York, Jürg Lauber e il suo omologo messicano Juan José Gómez Camacho hanno raccolto resoconti ed esperienze degli Stati in materia di migrazione, hanno redatto una prima bozza relativa a un quadro di riferimento sul coordinamento globale della migrazione e hanno consultato la comunità internazionale al riguardo.

Con la redazione della bozza la fase di negoziati sul nuovo Patto mondiale per la migrazione può considerarsi conclusa.

Il Presidente della 72a sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Miroslav Lajčák, ha parlato di “momento storico”. “Il potenziale del Global Compact – ha aggiunto – è enorme: Può guidarci da una modalità reattiva a una proattiva. Può aiutarci a trarre i benefici della migrazione e attenuarne i rischi. Può fornire una nuova piattaforma per la cooperazione. E può essere una risorsa per trovare il giusto equilibrio tra i diritti delle persone e la sovranità degli Stati”.

A dicembre il testo sarà adottato formalmente dai capi di Stato e di Governo dei Paesi membri dell’ONU durante la Conferenza intergovernativa di Marrakech (Marocco).

j.c.

swissnews24.ch

immagine di repertorio

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