L’orologeria svizzera ha perso la sua attrattiva?

Nel 2016 le esportazioni di prodotti svizzeri sono di nuovo in crescita. Non è così, però, in tutti i settori. A registrare i dati più negativi è, infatti, l’orologeria.

La crescita ha riguardato, in particolare, prodotti chimici e farmaceutici. L’aumento delle esportazioni è stato del 3,8 %, raggiungendo così il livello record di 210,7 miliardi di franchi. Sono questi i dati pubblicati oggi dall’Amministrazione federale delle dogane.

Ad essere stati tagliati fuori dalla crescita sono stati i settori delle macchine, dell’ elettronica e, appunto, dell’orologeria, settore in cui la riduzione è stata più marcata.

Le importazioni sono invece progredite del 4,1 per cento portandosi a 173,2 miliardi di franchi.

La bilancia commerciale chiude con un surplus record di 37,5 miliardi di franchi.

L’orologeria svizzera ha perso il suo fascino?

Le esportazioni si sono ridotte del 9,9 per cento in termini nominali a 19,41 miliardi di franchi in un anno.

Le vendite all’estero di orologi a piccolo calibro meccanici o automatici sono scese del 9,8 per cento in termini nominali e quelli elettrici a piccolo calibro hanno registrato una riduzione del 9,7 per cento. Il maggior calo è stato registrato nel settore dei componenti dove le vendite all’estero sono diminuite dell’11,9 per cento.

Le vendite all’estero di orologi in metallo prezioso hanno registrato un calo del 14,3 per cento del valore e del 13,3 per cento dei volumi.

Lo stesso vale per quelli in altri metalli.

Non si può dire lo stesso per gli orologi in acciaio per i quali si sono registrate esportazioni in aumento del 2,6 per cento in termini di valore, ma un calo del 4,5 per cento nel numero di pezzi.

swissnews24.ch

Immagine di repertorio

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