Sindaco di Ginevra: “Italiani, sono fiero di voi. Siete un esempio da seguire”

L’italo-svizzero Guillaume Barazzone, ha assunto ufficialmente la carica di primo cittadino della capitale ginevrina l’8 giugno. 34 anni, di professione magistrato, ha già alle spalle una lunga carriera in politica nelle fila del Partito Popolare Democratico. Ha accettato di rispondere a qualche domanda.

Sindaco Barazzone, ha sostenuto più volte che Ginevra deve continuare ad essere un esempio di integrazione e di apertura per la Svizzera e per il mondo. Considera, quindi, l’immigrazione una risorsa?

A Ginevra l’immigrazione è ben più di una risorsa. Dopo la riforma protestante, l’immigrazione è stata un fattore di sviluppo. I protestanti stranieri venuti da tutta Europa hanno contribuito allo sviluppo dell’industria dell’orologeria, della finanza e del commercio. Gli stranieri non hanno portato a Ginevra solo la loro forza lavoro. Hanno dato tanto alla città anche dal punto di vista intellettuale e culturale. Oggi, le nostre imprese, i ristoranti, gli ospedali, non potrebbero funzionare senza gli stranieri e i frontalieri. Gli stranieri rappresentano una grande opportunità e un arricchimento, non una minaccia. Chi predilige dei discorsi populisti e xenofobi danneggia Ginevra e tutta la Svizzera.

Affinché l’integrazione funzioni, però, è necessario un andarsi incontro reciproco tra i nuovi arrivati e chi accoglie. Qual è la sua visione per Ginevra in questo contesto?

Penso effettivamente che l’integrazione sia fondamentale. Per chi arriva l’integrazione passa dallo studio della lingua del paese e dal fatto di cercare un lavoro. I ginevrini sono una popolazione tollerante e aperta ma hanno anche bisogno di percepire che lo straniero abbia il desiderio di integrarsi. E questo avviene nella maggior parte dei casi.

La storia della sua famiglia rima con integrazione e successo. Integrarsi in un paese straniero, però, non è sempre facile. Cosa avrebbe voglia di dire alla comunità italiana che rappresenta più del dieci per cento della popolazione di Ginevra?

Sono fiero di loro! In tutti i diversi settori, grazie al loro lavoro, grazie ai loro sforzi, hanno avuto accesso a responsabilità di rilievo. Molti tra loro hanno accettato il rischio di aprire una propria impresa o un’attività. Spesso con successo. L’apporto degli italiani, anche dal punto di vista culturale, è estremamente importante. La comunità italiana ha dimostrato che ci si può integrare in Svizzera senza per questo dimenticare le proprie origini. È un esempio che tutti dovrebbero seguire.

E lei, invece, che rapporto ha oggi con l’Italia? Le capita di tornare al suo paese d’origine, Invorio?

Abbiamo una casa di famiglia a Talonno. Ci vado regolarmente.

Pensa che l’iniziativa sulla regolamentazione dell’immigrazione di massa sia pericolosa per la Svizzera anche in termini di rapporti bilaterali con l’Unione Europea?

Sì, quest’iniziativa è dannosa per le nostre relazioni con l’Unione Europea ma anche per la stessa Svizzera e per Ginevra. Onestamente, mette in pericolo il nostro sviluppo economico. Invece di regolare i problemi del paese, in questo modo, non si fa altro che aggravarli. Una politica migratoria nazionale può avere degli effetti solo marginali in un mondo globalizzato. Sono le logiche economiche e geopolitiche a determinare i flussi migratori. Per quanto mi riguarda, mi batterò per salvare i nostri accordi bilaterali perché sono una risorsa importante per il nostro paese.

Jessica Cavallero

Foto: Guillaume Barazzone

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