Anche di rifugiati si è discusso durante la festa della Repubblica italiana a Ginevra

Si è parlato anche di rifugiati durante le celebrazioni per i 70 anni della Repubblica italiana. Invitato d’eccezione Guido Ambroso, senior officer presso l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati di Ginevra.

Ambroso ha illustrato alla platea – a titolo personale – il grande sforzo messo in campo dell’Alto Commissariato nella gestione della crisi umanitaria che coinvolge un numero sempre crescente di rifugiati e richiedenti asilo.

Ambroso ha sottolineato come nella percezione comune si esageri sui numeri dei richiedenti asilo arrivati in Europa. “Forse ci dimentichiamo – ha detto- le crisi degli anni Novanta come quella della ex Jugoslavia che ha visto centinaia di migliaia di persone abbandonare le loro case”.

A partire dalla fine degli anni Novanta il trend sembrava, però, essere mutato. All’epoca si pensò che il numero di rifugiati sarebbe diminuito ma con l’avvento delle primavere arabe, le cifre tornarono ad aumentare.

“Nello stesso tempo – ha sottolineato Ambroso – si è drasticamente ridotto il numero di rimpatri volontari da 2 mila a 400 all’anno”.

Rispondendo ad una domanda, Ambroso ha descritto in concreto l’impegno dell’Alto commissariato. “I rifugiati – ha spiegato – non vivono solo nei campi. Molto dipende dalla disponibilità del paese che li ospita. Il Libano è al momento il paese che ospita il maggior numero di rifugiati. L’Alto Commissariato assicura la formazione primaria dei bambini rifugiati, organizza programmi di animazione per i ragazzi e di sensibilizzazione contro la violenza sessuale, piaga di cui molti rifugiati, non solo donne, soffrono durante la loro fuga”.

E in Italia? Ambroso ha sottolineato come “il numero di richiedenti asilo stia aumentando ma non bisogna fare allarmismo. I rifugiati ci sono sempre stati, pensiamo alla Guerra in Bangladesh o al momento della creazione dell’India”.

Jessica Cavallero

Foto: Guido Ambroso

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