Prospettive di crescita per il turismo invernale in Svizzera. E le scuole di sci promettono: “Imparerete a sciare in tre giorni”.

“Faremo di voi un talento!” È questa la promessa che le scuole di sci fanno ai turisti che sceglieranno come meta delle loro vacanze invernali le alpi svizzere. Più in particolare a chi vuole imparare a sciare o tornare a farlo.

Le scuole di sci svizzere lanciano quindi la sfida: imparare a sciare in tre giorni. In caso di progressi insufficienti, si impegnano ad offrire un corso di recupero gratuito. L’offerta è diretta a principianti e a chi riprende a sciare dopo un periodo di inattività e prevede quattro lezioni private al giorno. L’obiettivo? Scendere a sci paralleli su una pista blu facile.

Questa proposta è solo una delle iniziative della campagna di promozione turistica che l’organizzazione Suisse Tourisme ha messo in campo per la stagione invernale alle porte.

Suisse Tourisme ha lanciato la promozione: “Upgrade your ski day”. Valida in trenta aree sciistiche permette di raggiungere gratuitamente le cime il giorno prima della validità del proprio skipass giornaliero, dalle ore 15. Saranno inoltre 3000 i chilometri di sentieri segnalati per passeggiate, escursioni con le racchette, sci di fondo e slittino. A gennaio sarà anche disponibile un’applicazione online.

La campagna “Upgrade your winter” e il suo film promozionale, puntano tutto sull’elevata quota delle montagne e dei comprensori sciistici svizzeri in un contesto fiducioso grazie alle prospettive di crescita delineate dall’Istituto economico svizzero, KOF .

Si prospetta, infatti, un aumento della presenza turistica nelle alpi svizzere del 3,7 per cento. Già nella scorsa stagione i turisti che avevano scelto la Svizzera per le loro vacanze invernali erano cresciuti del 2 per cento.

“Stiamo entrando nell’inverno del 2017/18 con grande fiducia”, ha dichiarato il direttore di Suisse Tourisme, Jürg Schmid. Un ottimismo avvalorato dal fatto che anche un franco indebolito e un euro più forte potrebbero far propendere i turisti a scegliere le alpi svizzere.

“Abbiamo bisogno di turisti europei – ha aggiunto Schmid – vengono più spesso di altri e non vanno solo nelle grandi località. Il loro numero non raggiungerà per molto tempo i livelli registrati prima della crisi dell’euro ma la Svizzera dovrebbe recuperare, nei prossimi anni, fino al 15 per cento dei clienti europei persi”.

j.c.

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