In arrivo sostegno finanziario e psicologico per le vittime dell’amianto ma bisognerà rinunciare alle cause civili

Le persone che soffrono di un mesotelioma e i loro familiari otterranno presto un sostegno finanziario adeguato e un’assistenza psicologica. Una tavola rotonda sul tema è stata organizzata dal consigliere federale Alain Berset.

Sarà costituito un fondo dedicato ai malati e alle famiglie.

Ogni anno in Svizzera circa 120 persone si ammalano di un tumore maligno del peritoneo o della pleura dovuto all’amianto (mesotelioma). Questa patologia è causata dall’inalazione di una quantità cancerogena di fibre di amianto.

Una trentina di queste persone non beneficia delle prestazioni dell’assicurazione infortuni obbligatoria perché la malattia insorta non è professionale.

Tutte le persone che si sono ammalate di mesotelioma dopo il 2006 dovranno poter beneficiare di questo sostegno, indipendentemente dal fatto che si tratti di una malattia professionale riconosciuta o meno. L’importo massimo del sostegno finanziario, così come il calcolo della somma da versare nel singolo caso, si orienteranno alle prestazioni corrisposte dall’assicurazione infortuni obbligatoria ai pazienti che soffrono di una patologia riconosciuta come malattia professionale da amianto.

Concretamente, la somma che una vittima dell’amianto riceverebbe nel singolo caso dal fondo dipenderà dall’anno di insorgenza della malattia, dal fatto che la persona in questione abbia già ricevuto o meno prestazioni dall’assicurazione infortuni obbligatoria e dall’entità del suo reddito prima dell’insorgenza della patologia. Inoltre è previsto il versamento di indennizzi forfettari ai superstiti dopo il decesso della persona ammalata. Chi riceve un pagamento dal fondo deve, in compenso, rinunciare a far valere pretese civili.

Le risorse finanziare per il fondo sono state stimate, fino al 2025, a circa 100 milioni di franchi.

Le persone danneggiate dall’amianto e i loro familiari possono pretendere il risarcimento del danno e la riparazione morale in sede civile da persone e aziende che ritengono responsabili della loro malattia.

La prescrizione in questi casi è però di soli dieci anni. Il Governo e il Consiglio nazionale, nel quadro della revisione del diritto in materia di prescrizione, intendono prorogare il termine di prescrizione per i danni tardivi, per esempio per quelli causati dalle fibre di amianto, rispettivamente a 30 e a 20 anni per i nuovi casi.

Il Consiglio degli Stati si oppone a questa decisione. Tuttavia intende attuare la sentenza del marzo 2014 della Corte europea dei diritti dell’uomo, che aveva criticato il diritto svizzero in materia di prescrizione in un caso di danno da amianto.

swissnews24.ch

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