Elisa, ingegnere al Cern ma con la testa sempre oltre le nuvole

Per raccontare la vostra storia potete scrivere una mail a info@swissnews24.ch.

Elisa Laudi è originaria di Terni. La storica provincia umbra è stata un importante centro dell’impero romano, snodo di congiunzione tra Roma e l’Europa centro-orientale. Nella città si alternano aree industriali, bellezze naturali mozzafiato e anche tanta storia. Ma Elisa ha sempre guardato al futuro più che al passato, con la testa sempre tra le nuvole, anzi ancora più su. Sì perché Elisa ha coltivato sin da piccola la passione per lo spazio. Si è laureata in ingegneria dei materiali in Umbria, dove ha poi concluso il suo dottorato in fisica dei materiali per lo spazio. Dal 2006 non è più in Italia.

Fino al 2011 è stata impegnata nel progetto AMS-02. Si tratta di un rivelatore utilizzato nella fisica delle particelle installato sulla Stazione Spaziale Internazionale. È progettato per la ricerca di nuovi tipi di particelle tramite la misura ad alta precisione della composizione dei raggi cosmici.

Questo progetto l’ha portata in giro per il mondo.

“Il progetto è nato al Cern, a Ginevra, ma mi ha permesso di lavorare anche in Olanda e poi negli Stati Uniti”

Elisa è stata anche a Taiwan, ad Houston e in Florida dove AMS-02 è stato lanciato verso la Stazione Spaziale. Dal 2011 al 2013 ha lavorato a Brema in Germania per OHB, un’azienda che costruisce satelliti. Poi è approdata di nuovo al Cern dove lavora al progetto ALICE.

“Di cosa mi occupo? Sto lavorando all’acceleratore LHC. In pratica è un anello di 27 chilometri che sta sotto terra. Ci sono quattro punti di interazione dove i fasci collidono e ognuno è oggetto di un esperimento. Io mi occupo di integrazione e dei detector. Nella parte di raffreddamento di questi detector, sensori e strutture meccaniche possono permettere ai fisici di vedere le particelle. Nei prossimi anni ci saranno degli aggiornamenti, si toglieranno dei pezzi e se ne aggiungeranno dei nuovi. Spero di continuare ad occuparmi di questo anche in futuro”

Per i non addetti ai lavori, non è semplice capire fino in fondo il lavoro di Elisa. In breve, il suo lavoro aiuterà gli scienziati a capire le leggi che si trovano alla base della formazione dell’Universo. Forse capiremo meglio da “dove veniamo”. Quello che si capisce bene però è come una giovane ricercatrice, oggi – non senza fatica, certo – possa realizzare i suoi sogni. Da bambina Elisa guardava fuori dalla finestra e sognava di studiare lo spazio. Elisa ha realizzato il suo sogno anche se il suo lavoro oggi non riguarda più solo lo spazio, la sua prima passione. Fortunatamente al Cern ha tanti colleghi e amici che la tengono aggiornata su tutti i dati che arrivano dalla stazione spaziale.

Pensi che sia stato più difficile affermarti essendo donna?

“C’è da dire che non sono molte le donne che lavorano nel mio ambito ma ce ne sono. Il merito qui è alla base di tutto che tu sia uomo o donna. Al Cern ci sono tante opportunità per i giovani nell’ambito della ricerca ma neanche qui il lavoro è illimitato. Ci sono molti contratti a tempo determinato ma se si è in gamba non si avrà problemi a fare carriera”

Un neo della vita lontano da casa?

“L’unico neo è la vita sociale o meglio la sua non troppa vivacità. I colleghi o sono molto più giovani o hanno già tutti una famiglia ma c’è sempre la ristretta cerchia di amici con sui si organizza qualcosa”

Appena laureata Elisa è partita subito.

“Abitare lontano dalla mia famiglia un po’ mi è pesato all’inizio e alle volte soffro ancora un po’ di solitudine. Andare all’estero è una sfida e come tutte le sfide ha i suoi pro e i suoi contro. Torno in Italia due o tre volte l’anno, non di più. La prima esperienza all’estero è stata a Taiwan. In realtà sono partita da mammona ma poi mi sono abituata. Si guarisce!”

Jessica Cavallero

Immagine: Elisa Laudi

Per raccontare la vostra storia potete scrivere una mail a info@swissnews24.ch.